Impossible 2 Possible Italia

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Impossible To Possible Italia
Impossible to Possible (i2P) nasce in Canada circa sei anni fa grazie all’idea folgorante ma a lungo
meditata del canadese RAY ZAHAB, corridore su ultradistanze e detentore di diversi record di
traversata sia nei deserti di sabbia che di ghiaccio. Questa organizzazione no-profit ogni anno porta a
termine, grazie al sostegno di sponsor importanti, spedizioni in giro per il mondo dove nell’arco di una
settimana ragazzi assolutamente normali e senza doti particolarmente atletiche, riescono a correre e
camminare (previo un minimo di allenamento guidato) in scenari naturali spettacolari e di rilevante
interesse scientifico/storico.
Un paio di anni fa Ray fa la coscienza, durante una gara a tappe nel deserto dello Utah, di un
ultrarunner italiano, Stefano Gregoretti, riccionese noto ai più come sportivo d’eccellenza di corse in
natura e vincitore della Gobi March 2013 (270 km nel deserto del Gobi in autosufficienza) e della
Yukon Artic Ultra (160 km), sempre nel 2013. Tra i due è “colpo di fulmine”, nella passione che li
unisce per questo sport ed anche nella filosofia di vita che li accomuna. Ray vede in Stefano un perfetto
compagno di avventura per le sue spedizioni in luoghi impervi della terra che gli permettono di
portare visibilità e supporto alla missione di Impossible to Possible. Insieme a pochi altri “eletti”
infatti, nell’inverno scorso portano a termine il record di traversata invernale dell’Isola di Baffin, nel
Canada Artico. Tra pochi mesi invece affronteranno il deserto della Patagonia attraversandolo da ovest
a est per un totale di circa 2000 km.; unsupported, come sono soliti dire, portandosi dietro tutto
l’occorrente per la sopravvivenza. E con tanto di telecamere appresso perché al solito ne usciranno
documentari e filmati montati da registi d’eccellenza. Matt Damon, per dirne uno, diresse e montò
l’epica traversata del Sahara di Ray, quasi 7000 km in 111 giorni …
Stefano oltre ad appassionarsi e trovare nelle imprese del suo amico canadese il giusto sfogo ai suoi
obiettivi sportivi e non, pochi mesi fa comincia a pensare ad una spedizione tutta italiana sul modello
i2P americano. All’inizio appare tutto difficile e quasi non si trovano giovani che vogliano buttarsi in
una corsa a tappe senza dubbio impegnativa. Ma giorno dopo giorno il progetto comincia a fiorire;
Stefano può contare su collaboratori che assolutamente a titolo gratuito si mettono a disposizione per
riuscire in questo intento. Così, la scorsa settimana, le nostre Alpi Valtellinesi sono state teatro per 5
giorni delle gioie e dei dolori di 5 ragazzi italiani, dai 21 ai 27 anni, seguiti e supportati da un team
eccezionale che comprendeva anche Stefano e Ray stesso. 35 km al giorno con dislivelli notevoli per un
totale di circa 200 km.. Non solo corsa però; ogni giorno i ragazzi hanno approfondito, anche grazie a
guide locali, le tematiche del territorio apprendendo e toccando con mano i delicati equilibri
ambientali.
La spedizione italiana si è rivelata un successo internazionale; infatti, attraverso le pagine dei social
media del progetto e dei suoi protagonisti è stata seguita da migliaia di sportivi e ragazzi non solo
italiani, ma anche inglesi, canadesi, statunitensi e da tanti altri paesi dall’Asia all’Africa. L’emozionante
avventura diventerà un documentario e sarà trasmessa in Tv sulle reti Sky e persino su Deejay Tv.
Un inizio “alla grande” insomma. Ray Zahab entusiasta della prima esperienza i2P italiana, ci ha
lasciato con questo messaggio: “Ho fatto tante spedizioni in tutto il mondo, ma non ho mai incontrato in
così poco tempo persone così importanti, tutte hanno fornito al gruppo un contributo fondamentale nella
loro individualità, sono state persone fantastiche. Essere giovani ambasciatori di i2P non significa essere i
più veloci o i migliori, ma significa condividere le passioni, le difficoltà della propria vita con gli altri,
trovando il modo per superare i limiti, rendendo ciò che ci appare impossibile, possibile ”.
La soddisfazione di Stefano invece traspare da queste parole: “Portare in Italia questo progetto e
realizzarlo è stata una delle più belle vittorie della mia vita. Questa settimana trascorsa assieme ai nostri
splendidi ragazzi mi ha permesso di capire quanto per i giovani siano importanti nuovi stimoli, quanto le
nuove generazioni siano in grado di recepire i valori dello sport e cosa ancor più importante quanto
intendano trasmetterli ai loro coetanei. Penso che questa avventura fatta di sport, amicizia e contatto
con la natura e il territorio sia assolutamente da riproporre!”
Pronti allora… L’Italia ha innumerevoli posti incantevoli dove portare i nostri giovani strappandoli un
po’ dalle comodità della vita e delle quattro mura. Perché tornino poi alle loro attività, a scuola, in
università e dai loro amici, con un bagaglio di valori sani e positivi purtroppo tante volte assenti.